Una apertura sobria per la Mostra del cinema di Venezia 2012 come impongono i tempi di crisi con i
primi applausi per The reluctant fundamentalist della regista indiana Nair e per
Izmena (Betrayal) di Kirill Serebrennikov. "Sono anni difficili, il cinema ce li racconta: la crisi, la globalizzazione, l'eutanasia, il lavoro, l'emigrazione - dice la madrina della kermesse Kasia Smutniak. Una mostra che offre sguardi su piccole comunità in cui leggere storie universali". L'attenzione però si è già spostata sugli eventi di oggi: dal "premio Persol" a Michael Cimino, al debutto de
Gli equilibristi di Ivano De Matteo, dal
Pinocchio di D'Alò con la colonna sonora di Lucio Dalla alle infedeltà incrociate di
Superstar.
Le tre giurie e Michael Mann presidente - La cerimonia, una quarantina di minuti in tutto, marca una visibile differenza con le precedenti: il direttore di ritorno Alberto Barbera non si è fatto vedere sul palco. La Mostra non dimentica le persecuzioni agli artisti e lascia la sedia vuota per il regista iraniano Jafar Panahi, condannato a 6 anni e al silenzio cinematografico. "Continueremo a chiedere la sua liberazione e la piena libertà di espressione per tutti i cineasti iraniani", dice la Smutniak. Poi spazio alle tre giurie con presidente Michael Mann e componenti Laetitia Casta, Marina Abramovic, Matteo Garrone, Peter Ho-Sun Chan, Ari Folman, Ursula Meier, Samantha Morton, Pablo Trapero; quella di Orizzonti, composta da Pier Francesco Favino presidente e da Sandra den Hamer, Runa Islam, Jason Kliot, Nadine Labaki, Milcho Manchevski, Amir Naderi e la giuria Opera Prima composta dal presidente Shekhar Kapur e da Michel Demopoulos, Isabella Ferrari, Matt Reeves e Bob Sinclar.
Casta: "Siamo una grande famiglia" - La giuria di Venezia 69? "Sarà come una famiglia" dice Laetitia Casta. La bella francese, che ha passato le vacanze in Italia, è al debutto nel ruolo: "é la prima volta che mi capita, lo faccio con il cuore come tutto il resto che faccio". Tre figli, due - Orlando e Athena - avuti dal compagno e collega Stefano Accorsi, la Casta dice di non avere "particolari curiosità" e che "la selezione è molto bella, eccitante per il numero di film e per una persona come me che adora il cinema in generale più che giudicarlo". Difficile immaginarla in tanta dolcezza come un membro tosto della giuria di Venezia 69. "Ma io sono pronta a discutere per un film, sono abituata, lo faccio con gli amici. Sono abituata a comunicare le emozioni". Quanto alla Mostra del cinema "la rispetto perché qui il cinema è una cosa ancora autentica, non c'é l'interesse commerciale".
L'assenza dei film cinesi - Alberto Barbera, neodirettore della Mostra internazionale d'arte cinematografica, durante la presentazione delle tre giurie del Festival è tornato sull'assenza dei film cinesi quest'anno e sulla massiccia presenza di registe, circa un terzo dei 60 film della manifestazione. Per quanto riguarda l'assenza di film cinesi, una domanda di una giornalista asiatica, Barbera, anche per fugare il sospetto che il suo amore per la Cina sia inferiore a quello del suo predecessore Marco Muller, ha replicato: "E' stato un caso. Non posso certo essere accusato di non amare il cinema cinese quando sono stato proprio io negli anni '90 a Torino a far diventare questo Festival un punto di riferimento per il cinema asiatico. Nel '99 poi proprio qui a Venezia ho messo in competizione per la prima volta in un Festival un film coreano". Per quanto riguarda la presenza massiccia di registe, "é stato solo un caso", ha spiegato Barbera. "Non mi piace l'idea delle quote rosa o delle riserve indiane. Credo che questo sia un segno dei tempi. Le donne finalmente hanno un ruolo sempre più importante e anche il cinema, che era un ambiente maschilista, ha scoperto la creatività al femminile".
Il tradizionale red carpet - Sul red carpet un discreto numero di attori e invitati noti, con l'assenza certamente vistosa dell'annunciata bellezza di Naomi Campbell. Si sono fatte notare la giurata Laetitia Casta, reggiseno e culotte nere in vista sotto l'abito nudo di pizzo (la notizia, pare, è un'altra: crisi con il compagno Stefano Accorsi, assente stasera. Il gossip impazza), la giurata Isabella Ferrari, grigio metallo anche lei tra pizzo e nudità, Naomi Watts che sembrava proprio Lady D (il film è sul set in questi giorni) venuta ad accompagnare il fidanzato Liev Schreiber co-protagonista del film di apertura. La Watts indossava un abito color carne abbronzata, stessa identica tonalità della protagonista femminile Kate Hudson: chissà se l'hanno trovato divertente (i fotografi non tanto). C'era la solita Marina Ripa di Meana, stavolta con copricapo con immense corna nere, Valeria Marini, il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, il signor Diesel Renzo Rosso, Ginevra Elkann in abito premaman, l'ex giocatore del Milan Franco Baresi, la coppia da red carpet Tiziana Rocca-Giulio Base, Daniela Santanché con Alessandro Sallusti. Niente passerella ma ingresso laterale per i ministri Lorenzo Ornaghi e Corrado Clini.
30 agosto 2012
Redazione Tiscali