
Tom Hardy e Charlize Theron, protagonisti del film
"Fury Road": Miller pensa ad una nuova saga di "Mad Max"
George Miller, sì. Proprio quello lì. Il medico australiano convertitosi alla regia, quello che tra gli anni Ottanta e il decennio a seguire inventò la saga postatomica di Mad Max, l'Interceptor interpretato da un Mel Gibson già molto bravo, molto nervoso e ancora non famosissimo, dedito piuttosto alla numerosa famiglia che alla bottiglia. Un successo enorme, considerato il bassissimo budget con cui venne realizzato nel 1979 Interceptor, primo capitolo delle gesta del poliziotto a cui viene sterminata la famiglia, vendicatore e poi sopravvissuto in una terra segnata dall'olocausto nucleare. Ora tutto ricomincia da capo. E ha per set la Namibia.
La furia della strada - Si intitola Fury Road il primo atto di quella che potrebbe essere una nuova trilogia di Mad Max. Miller lo sta girando da mesi in Africa, nei paesaggi suggestivi della Nambia (dove Richard Stanley ambientò un altro film cult, Dust Demon, rititolato in Italia Demoniaca). Il cast è completamente rinnovato, non c'è Mel Gibson nei panni dell'antieroe australiano, il suo posto è stato preso da quel Tom Hardy che in The Dark Knight Rises crea non pochi problemi ad un Batman giunto al gran finale. Il cast comprende anche Charlize Theron. Curiosità: c'è una parte anche per la modella australiana Megan Gale, da noi conosciuta per il noto spot Vodafone e seguente calendario di nudo.
Il Far West dopo la bomba - Girato con soli 300 dollari australiani,
Interceptor fu un sorprendente e inaspettato successo. Nel 1981 la saga si fece ancora più ambiziosa e spettacolare con
Il guerriero della strada, raggiungendo il culmine di visionarietà con il terzo capitolo, il più hollywoodiano:
Mad Max oltre la sfera del tuono. I film furono il trampolino di lancio per Mel Gibson, il mix di azione, desolazione e contemplazione in una sorta di desertico West dominato da bande di predoni a bordo di mezzi avveniristici ne hanno fatto una trilogia il cui successo crescente anche grazie al mercato dell'home video.
14 agosto 2012
Redazione Tiscali
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