Monica Bellucci è la star della domenica al 57° Taormina Film Fest. Ha ricevuto dalle mani del presidente di giuria Patrice Leconte il Taormina Arte Award. “Dedico questo premio ai miei genitori che rappresentano il mio passato”, ha dichiarato l’attrice di Malena, Matrix Reloaded, Manuale d’amore 3 e del discusso Irreversible. “Non ho un genere preferito, mi piace variare, salto dalla commedia al cine-fumetto come Shut’em Up o Dobermann, a film più impegnati come Rhinos Season”,del regista iraniano Bahman Ghodabi, apprezzato per la sua docu-fiction rock I gatti persiani. “Si tratta di una storia d’amore vissuta a Istanbul che ha come sfondo l’Iran prima e dopo la rivoluzione – racconta la splendida quarantenne con due figlie alle spalle – è stato un arricchimento non solo come attrice, ma anche come persona”. Vestita con un tailleur nero ha risposto alle molte domande dei ragazzi che hanno affollavano la sala del palazzo congressi.
La versatilità caratterizza la sua carriera, come scegli i copioni?
“Seguo l’istinto, la passione per il lavoro e l’idea di entrare a far parte del mondo di un regista. Questo mestiere è terapeutico: ti permette di entrare nell’io di molti personaggi e di farli vivere. Se non fossi un’attrice forse sarei una ladra, non a caso a dieci anni leggevo Diabolik”.
Le piacerebbe lavorare con un regista o un attore in particolare?
“La lista sarebbe troppo lunga, comunque non ho mai chiamato un regista per propormi in una parte, mi piace essere desiderata”.
Che rapporto ha con i suoi colleghi?
“In generale buono. Mi interessa la loro umanità più che il talento. Ad esempio, sono tutti consapevoli che De Niro è un grande attore, ma quando l’ho incontrato (sul set di Manuale d’amore 3 ndr) ho apprezzato la sua semplicità e umanità”.
Che effetto le fa essere considerata una delle donne più belle al mondo?
“Mi fa ridere, è una specie di barzelletta. Ovviamente mi fa anche piacere, ed è inutile nasconderlo, rende la vita più facile. La bellezza però senza sensibilità e intelligenza non serve a molto. Incontro uomini e donne bellissimi, ma dopo che ho iniziato conoscerli la loro bellezza sparisce e rimane qualcos’altro”.
Il corpo però lo ha utilizzato in molti film.
“Il corpo nudo, straiato, in piedi, seduto è come il piano per un pianista, è semplicemente uno strumento d’espressione”.
Diventare madre ha cambiato il suo modo di selezionare i ruoli?
“No, al cinema non mi piace essere la brava ragazza, non sono di quelle madri che sceglie i copioni soft perché devo dare il buon esempio ai miei figli. Il lavoro è una cosa, il ruolo di madre un’altro”.
Ha amiche donne?
“Moltissime, degli uomini non mi fido”
Le donne in questo periodo, soprattutto in Italia, non stanno godendo buona fama a causa delle marachelle politiche.
“Anche in Francia è così, dobbiamo ancora lottare per avere rispetto nel lavoro, per fare le madri senza essere considerate criminali. Il problema è il rapporto di potere tra uomini e donne. Rispetto a cinquant’anni fa in occidente abbiamo fatto dei passi da gigante, ma non c’è ancora equità”.
Ritornerà a lavorare con suo marito Vincent Cassel?
“Certo, lo adoro come attore, abbiamo in testa molti progetti. Intanto a gennaio gireremo un film a Rio De Janeiro sulla storia d’amore di una coppia in crisi. Non vedo l’ora, così ci vedremo più spesso”.
Ha ancora dei sogni nel cassetto?
“Voglio vedere crescere le mie figlie e sono molto curiosa di capire come andrà il lavoro invecchiando. Credo che sarà più interessante perché la bellezza può rappresentare una maschera che ti schiavizza. Una volta caduta si apriranno porte nuove”.
13 giugno 2011