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De Sica si trasforma in "un mostro dal lato umano" per Avati

di Emanuele Bigi
“Un figlio di buona donna, per essere gentili, un cinico e spregiudicato che rappresenta una parte dell’Italia di oggi fatta di veline, di furbetti del quartierino, per cui il denaro è sempre in pole position; un mostro che però ha anche un lato umano”. Christian De Sica descrive così Luciano, il protagonista del nuovo film di Pupi Avati Il figlio più piccolo, nelle sale dal 19 febbraio. Una vera novità per l’attore dei cinepanettoni che per la prima volta si confronta con il genere drammatico, anche se in tutto il film si respira un certa dose di umorismo.
Pupi Avati racconta l'Italia di oggi - L’altra novità riguarda il regista bolognese che si concentra sull’oggi, “di solito mi interessava il passato, il presente mi stimolava poco – dichiara – in questi ultimi anni qualcosa è cambiato, li ho trovati particolarmente indecenti. La politica è la cattiva maestra, comunque in tutti gli ambiti assistiamo a scorrettezze pur di raggiungere il proprio fine”. Come del resto si racconta nel film.
Amore e interesse - Luciano Baietti (Christian De Sica), un ricco immobiliarista, e Fiamma (Laura Morante),”una donna che non capirebbe nessuno”, cita la pellicola, si sposano dopo aver avuto due figli, Paolo (Marcello Maietta) e Baldo (Nicola Nocella); in realtà si tratta di un’unione d’affari per far tornare i conti della Baietti Enterprise. Sedici anni dopo l’ex marito si rifà vivo, sull’orlo del tracollo finanziario è in procinto di risposarsi, sempre per questioni economiche, ma questa volta la mossa delle nozze non è sufficiente per risanare un debito nei confronti dello Stato di 55 milioni di euro. L’idea, del terribile braccio destro Sergio Bollino (Luca Zingaretti), è di intestare la holding composta da società fasulle al figlio più ingenuo di Luciano, Baldo. Il modo per richiamarlo a sé è giocare sui sentimenti invitandolo come testimone al matrimonio.
La figura paterna al centro del film - Pupi Avati indaga per la terza volta la figura paterna “ne La cena per farli conoscere Diego Abatantuono era un padre inadempiente verso le figlie, ne Il papà di Giovanna Silvio Orlando era iperprotettivo, ne Il figlio più piccolo Luciano è distruttivo”, racconta. Alle spalle di un dramma famigliare e di un contesto sociale da far venire i brividi Avati punta sull’innocenza e sull’ingenuità per risolvere il malessere del periodo. “Bisognerebbe riporre al centro dell’attenzione l’innocenza più pura – afferma - Fiamma e Baldo rappresentano l’ingenuità, forse l’unico valore che possa resettare le ingiustizie del mondo e aiutare a ricominciare tutto da capo”. Laura Morante definisce il film “spietato che sa unire l’ironia alla serietà, un po’ come ci ha insegnato Shakespeare”, e Luca Zingaretti, d’accordo con l’attrice, descrive cosa lo ha colpito di Sergio e degli altri personaggi, “la loro amoralità, la capacità di essere buffi, ridicoli e allo stesso tempo feroci senza rendersene conto, quasi agissero con una sorta di purezza d’animo. Sono quattro
10 febbraio 2010
 
 
  
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Incassi della settimana dal 30/01/2012 al 05/02/2012
Incasso: € 3,250,961
Regia: Luca Miniero
Attori: Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro
Genere: Commedia

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