Peter Jackson (foto Kikapress)
Peter Jackson (foto Kikapress) 

Cinema

"Amabili resti", Peter Jackson: "Mi piace pensare che ci sia l'aldilà"

di Emanuele Bigi
Peter Jackson, il regista che ha risuscitato il fantasy con la trilogia de Il signore degli anelli, che ha ridato vita al mito di King Kong ci prova ancora, con la fantasia. In Amabili resti (nelle nostre sale dal 5 febbraio), tratto all’omonimo successo letterario di Alice Sebold (edito da e/o), la protagonista è Susie Salmon, interpretata dalla bravissima (già premio Oscar per Espiazione) Saoirse Ronan, uccisa brutalmente nel 1973. È lei a narrare la storia: “Mi chiamo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973”. È lei che tra cielo e terra, in quello spazio intermedio che definisce “orizzonte blu”, osserva gli “amabili resti” della sua vita: il padre (Mark Walhberg), la madre (Rachel Weisz), la sorella (Michael Imperioli) e la nonna (Susan Sarandon) distrutti psicologicamente della sua morte improvvisa. E ovviamente osserva il suo assassino, il vicino di casa George Harvey, che ha il volto  e la voce del sorprendente Stanley Tucci (Julie & Julia). Quella terra di mezzo è un mondo fantastico, luminoso, magico, intangibile costruito dalla mente di Susie e dalla sua personalità. Infatti non è altro che un riflesso onirico di ciò che la protagonista ha vissuto nella vita reale. Peter Jackson è giunto a Roma insieme a Saoirse per raccontarci il suo primo film girato fuori dalla Nuova Zelanda.
 
Perché ha voluto raccontare dell’universo parallelo a cui tutti vorrebbero credere?
“È il mistero dell’umanità, non ho idea di ciò che mi succederà dopo la morte, mi piace pensare che ci sia l’aldilà, ma con questo non ho realizzato Amabili resti per rifletterci sopra, a me interessa soprattutto intrattenere”.

E il romanzo di Alice Sebold le dava questa possibilità.
“Sì, perché affronta un tema come l’esistenza dell’Eden in maniera drammatica, presentandoci una protagonista adolescente che viene uccisa da un serial killer. Avrei potuto realizzare un film grigio, e sarebbe stato semplice, invece ho cercato di sprigionare energia positiva, in realtà Susie non muore mai, sopravvive in un'altra dimensione. Non è la storia di un omicidio ma è una storia d’amore: i famigliari di Susie sono distrutti dal dolore, sono sotto shock, poi però riusciranno a trovano pace senza dimenticare l’amore”.

Come ha scelto la bravissima Saoirse?
“Avevamo iniziato a fare dei provini negli Stati Uniti, delle venti giovani attrici nessuna ci convinceva, erano troppo moderne nel modo di muoversi e di parlare, sembravano uscite da Disney Channel. Per un film ambientato negli anni Settanta non erano proprio adatte. Poi mi hanno sottoposto un dvd di Saoirse girato dal padre e delle scene di Espiazione, ancor prima che uscisse nelle sale,  era perfetta”.

E invece come è andata con Stanley Tucci e Susan Sarandon?
“I loro personaggi sono fondamentali, li abbiamo pensati sin dalla prima stesura della sceneggiatura. Non volevamo fare di Harvey un’icona pop, un nuovo Hannibal Lecter, ma un personaggio comune, capace di mimetizzarsi come un albero in un giardino. Per Stanley non è stato facile affrontare il ruolo, non si sentiva a suo agio nei panni di un killer. Gli abbiamo cambiato il look mediterraneo, gli abbiamo messo una parrucca, dei baffi, le lenti azzurre e impallidito. Ogni volta che si guardava allo specchio entrava nella parte”.

E con Susan?
“Non l’avevo mai incontrata prima, a volte quando lavori con dei giganti del cinema rimani deluso, in questo caso non è andata così, Susan è stata molto divertente, proprio come la vediamo nel film”.

È al prima volta che gira fuori dalla Nuova Zelanda come si è trovato negli Stati Uniti?
“Alice Sebold ha ambientato il suo romanzo nei luoghi d’infanzia, in Pennsylvania, li ha descritti dettagliatamente, mi sembrava giusto andare lì a girare. Poi però siamo tornati in Nuova Zelanda per gli interni e la post produzione. In realtà questo film non è americano, è prodotto dalla mia società neozelandese. Sono al di fuori del circuito hollywoodiano, non partecipo alle loro feste, sono contento di essere una sorta di alieno. Hollywood ha la tendenza a chiederti di rimanere dentro certi parametri, meglio stare alla larga”.

Cosa ne pensa della tecnologia 3D?
“Mi piace, i film servono per fuggire dalla realtà e la tecnologia 3d deve essere considerato un nuovo strumento per raggiungere questo scopo. Il 3d diventerà presto un altro trucco comune per rendere migliore un prodotto cinematografico”.

In Amabili resti ci sono anche momenti di suspense, ha imparato da Hitchcock?
“Ci sono un paio di momenti di pura suspense, è stata una bella sfida, certo il paragone con il maestro del brivido è impegnativo, di Hitchcock amo la frase:’ I film degli altri sono fette di vita, i miei sono fette di torta’. La condivido pienamente, i registi devono lavorare per intrattenere il pubblico”.
 
 
30 novembre 2009
 
 
 
  
 
Bottle sharing: condividendo si risparmia?

La tua opinione

Bottle sharing: condividendo si risparmia?
Dal Vinitaly l'ultima proposta nel campo del risparmio.  

Vai al sondaggio

Bejeweled 2

Allinea le gemme e vinci soldi veri!

Bejeweled 2
Allinea le gemme e vinci soldi veri!

 
Storie, inchieste, pagine e passione

Libri

Storie, inchieste, pagine e passione
Le recensioni delle novità e le interviste agli autori

New Moon

Speciale Cinema

New Moon
"New Moon", l'amore di Bella tra vampiri e licantropi, sogni premonitori e tanto romanticismo. Guarda il trailer.

Incontra online milioni di single!

Sono:
Cerco:
Età:   
Dove:
Con foto:

Cerca casa
nel portale immobiliare n°1

da a
Auto usate | Cerca auto nuove
AutoScout24
Marca
Anno
© Tiscali Italia S.p.A. 2012  P.IVA 02508100928 | Dati Sociali