"Triage", come sopravvivere agli effetti della guerra
"Amo i reporter di guerra perché sono diversi, non cercano di essere degli eroi, ma si preoccupano per gli altri. Allo stesso tempo sono dei cinici". Danis Tanovic ha tradotto questo suo amore per i giornalisti di guerra nel suo nuovo film intitolato Triage. La pellicola, liberamente ispirata all'omonimo libro di Scott Anderson, arriverà nelle sale italiane il 27 novembre dopo essere stato presentato al Festival di Roma a ottobre. I protagonisti sono Colin Farrell, Paz Vega e Christopher Lee.
La misteriosa sparizione di David - Mark e David sono dei fotografi che seguono la guerra Kurdistan. Mark è molto ambizioso e vuole seguire ancora il conflitto per alcuni giorni in cerca dell'inquadratura perfetta, ma David vuole tornare a casa dalla moglie incinta Diane. Quando Mark torna a casa scopre che David non è tornato. La moglie di Mark, Elena, è preoccupata per entrambi. Mark zoppica in maniera più pronunciata. I dottori giungono alla conclusione che la sua incapacità di camminare è un problema psicologico e che è necessario l'aiuto di uno psichiatra.
Tanovic: "Triage è una storia complessa" - Danis Tanovic ha iniziato a lavorare sulla trasposizione del libro di Scott Anderson dopo aver vinto il premio Oscar come miglior film straniero nel 2002 con No Man's Land. “'Triage è una storia complessa perché descrive come sopravvivere alla guerra attraverso quelli che sono tornati e quelli che non ce l'hanno fatta. E' un invito ad ascoltare di più le persone. Amo i reporter di guerra perché sono diversi, non cercano di essere degli eroi, ma si preoccupano per gli altri. E allo stesso tempo sono dei cinici. Triage parla di amore, sicuramente una questione fondamentale in questo film. Ritengo che l'amore mi abbia fatto tornare me stesso, dopo che sono uscito dalla guerra in Bosnia e mi sono sentito uno zombie per anni".