"L'animazione non finirà mai, basta farla bene". Parole semplici di John Lasseter, boss della Disney Pixar che ha presentato con l'entusiasmo di un bambino Up, nuovo film di animazione al computer del colosso americano. Un progetto ambizioso perché mira a portare il 3D a livelli di complessità e perfezione mai raggiunti prima, con uno sviluppo al contrario. Cioè lavorare sulla profondità di campo immergendo lo spettatore nelle immagini, piuttosto che fare in modo che dargli l'impressione che i personaggi si stacchino dal grande schermo e gli arrivino addosso.
Applausi incondizionati - Up è stato un grande successo a Cannes. Ha conquistato il pubblico e impressionato positivamente la critica. Merito anche di una storia che affronta in modo tenero ma profondo allo stesso tempo il tema della vecchiaia e della morte. Protagonista del divertente cartoon, colorato come un sogno, è Carl, anziano pensionato amareggiato dalla perdita della moglie. Claudicante, mezzo sordo, Carl respinge in ogni modo le attenzioni di Russell, petulante boyscout ciccione che tenta in ogni modo di renderglisi utile. Fino a che, un bel giorno, lo stesso Carl rivela il suo animo di bambino sognatore: fa letteralmente decollare la sua casetta attaccandola da una nuvola di palloncini comincia un viaggio fino all'Amazzonia, mantenendo così una promessa di gioventù fatta alla moglie in gioventù, e scoprendo insieme a Russell un mondo straordinario, fatto di creature mai viste prima.
In concorso - Esaurita la proiezione evento targata Pixar, il Festival prosegue con le proiezioni dei
film in concorso. In programma Spring Fever di Lou Ye e Fish Thank di Andrea Arnold. Molto atteso, ma fuori concorso, il ritorno di Francis Ford Coppola con il film totalmente indipendente Tetro, saga familiare ambientata in Argentina.