
La nuova pellicola dei fratelli Coen, freschi di Oscar, presentata alla 65° mostra del cinema di Venezia è un film intelligente e spassoso. Burn after reading è ambientato a Washington (la capitale dei servizi segreti per antonomasia) e lo spunto iniziale racconta di un agente della CIA, Osborn Cox (un John Malkovic in stato di grazia) che viene convocato nel quartier generale dell’intelligence dove, con sua grande sorpresa, viene licenziato. Distrutto psicologicamente in preda a problemi di alcolismo, comincia a scrivere le sue memorie. Ma il CD dove ha salvato tutto il suo lavoro viene accidentalmente perduto dalla moglie (Tilda Swinton) e finisce nelle mani di due veri e propri “idioti”: Chas (un Brad Pitt esilarante) e Linda Litzke (Francis McDormand). Da qui in poi seguiranno tutta una serie di situazioni rocambolesche in cui tutti i personaggi, tra i quali spicca il nevrotico sceriffo federale Harry Pfaffer (un Gorge Clooney ispiratissimo come sempre con i Coen) saranno sempre più in balia di eventi casualmente collegati.
Apparire diversi - Come in "Fargo", "Arizona Junior", "Fratello dove sei", "Il grande Leboswky", i fratelli Coen tornano a raccontarci il loro adorato mondo dei “loosers”. Vengono così descritti in modo grottesco, al limite del caricaturale, tutti i personaggi: su tutti la McDormand che vuole ossessivamente eseguire delle operazioni di chirurgia estetica sul proprio corpo che non accetta, benché il proprietario della palestra (l’altra maschera “coeniana” Richard Jenckins) sia innamorato di lei. Viene così continuamente alla ribalta un mondo dove aleggia una sorta di contaminante idiozia diffusa e dove tutti hanno il bisogno di apparire diversi da quello che sono.
Come una parodia - Ne esce quindi una commedia divertentissima (che a tratti sembra una vera e propria parodia dei film di spionaggio) ma dal retrogusto amaro. Chi ama e conosce a fondo il cinema dei fratelli Coen non considererà assolutamente questo come un film minore, anzi esattamente come nelle loro pellicole più ispirate si esprime al meglio la loro poetica all’insegna di una leggerezza intelligente. Azzeccatissime le scelte scenografiche, i costumi e la fotografia, nonostante questa volta non sia firmata come sempre dal grande Roger Deakins.
Brad Pitt e il suo cachet cospicuo - Oramai finalmente i fratelli Coen, dopo aver vinto l’Oscar, hanno la possibilità di poter scrivere, dirigere, produrre e montare in piena autonomia (forse oggi solo Eastwood e Kitano godono di tutta questa libertà espressiva): e pensare che fino a qualche anno fa ebbero tantissimi problemi per avere Clooney tra i protagonisti di Fratello dove sei e hanno raccontato che avrebbero voluto ingaggiare Brad Pitt ma solo il suo cachet costava più di tutto il budget del film.
Beh, ora i tempi per loro sono cambiati - Clooey e Pitt stavolta ci sono entrambi, con altre figure importanti come la Swinton, Jenkins, Malkovic e la McDormandProbabilmente da oggi in poi i due più geniali fratellini di Hollywood problemi di cast non ne avranno più.
di Anna Falchi (www.annafalchi.it)
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